Mi alzo presto ma vengo svegliata non appena metto il naso fuori dalla porta da una frizzante aria gelida. Il sorriso mi si congela sulle labbra.
L'autostrada è insolitamente deserta, il termometro segna -10°C, capisco chi ha voluto star sotto le coperte a godersi il calduccio.
Ma i colori, la passione e l'ottimismo che si respirano ad Identità Golose riscaldano il cuore e fanno subito dimenticare che fuori il gelo avvolge la città.
E così non appena varco la soglia di Via Gattamelata, vengo accolta dalla consueta atmosfera gioiosa, palpabile e contagiosa e, mentre mi dirigo alla Sala Blu, dove sono di scena gli Chef Vent'anni già rimpiango di poterci essere solo per un giorno e di non poter seguire tutto.
Chef a vent'anni, una lunga esperienza alle spalle, creatività, voglia di fare e tanta umiltà. Questo il tratto comune dei 3 giovani chef che mi hanno ammaliato dal palco della Sala Blu1.
Stupisce la sapienza con cui Lorenzo Cogo crea i suoi piatti, l'apparente semplicità dietro cui si cela una tecnica invidiabile, una profonda conoscenza dei sapori e delle potenzialità delle materie prime.
Colpisce il suo spirito imprenditoriale, la voglia di creare qualcosa di proprio in un periodo non certo felice, con la consapevolezza che mettersi in gioco non è facile ma, regalare emozioni con il proprio lavoro rende felici.
Acquario, la prima emozione: una granita di dashi una cozza, asparago di mare ed una fettina di kumquat, una leggera affumicatura al legno di faggio e il gioco è fatto.
Segue un omaggio alla Barbabietola, un piatto tanto bello da vedere quanto interessante da assaporare. Un equilibrismo tra acidità e dolcezza che è anche un'opera d'arte.
La simpatia di Sergio Humada, che ammette di preparare il baccalà pil pil in modo ruffiano e che a soli 26 anni è a capo della cucina di un ristorante di lusso (Alma a Barcellona) ed ha fatto proprio l'insegnamento del padre "rispetto per il prodotto e rispetto per il cliente", ci regala una ricetta, dandone dosi precise e modalità di preparazione.
Sembra facile, ad avere in casa un forno alla brace in cui cuocere i pomodori e dello Idiazabal, un formaggio basco, con cui ha preparato una crema fredda di formaggio con sorbetto di pomodori affumicati al forno.
E l'aplomb tutto anglosassone di Steve Parle che nel suo ristorante a Londra propone un giro del mondo rivisitando i piatti tradizionali che più lo hanno colpito e che, forse in omaggio all'Italia, ci ha proposto la sua versione degli gnudi, i ravioli senza pasta toscani, fatti con ricotta, formaggio grattuggiato e conditi semplicemente con olio e agretti sbollentati. Un piatto semplice ma gustosissimo…
Profumi, colori, sapori. Questo insieme ad una girandola di emozioni sono il dono che anche quest'anno ha saputo regalarmi Identità Golose. La voglia di mettermi in gioco con questo piccolo blog ravvivata dall'entusiasmo che si respirava al congresso. Il rammarico di essermi fatta prendere dalla paura "ghiaccio sulla strada del rientro" e di non essermi fermata ad ascoltare l'intervento di Franco Aliberti. A breve spero di poter godere delle sue creazioni direttamente alla Francescana.
Un plauso a Paolo Marchi ed a tutta l'organizzazione. Ogni anno il Congresso è sempre più…. ogni aggettivo superlativo è adatto, scegliete voi.